Gamla Stan, nel cuore di Stoccolma

Gävle-Gamla_Stan

Abbiamo attraversato la notte di Vilnius ad occhi aperti.

Nonostante le palpebre pesanti e il formicolio alle gambe, sgusciamo fuori dall’appartamento ingannando l’alba. Ci lasciamo trasportare a destinazione da un pimpante e mattiniero tassista.

Attendiamo intorpidite l’arrivo della corrierina che ci porterà all’aeroporto. Scioccamente convinta di potermi riappropriare di un’ora di sonno durante questo tragitto, vengo invece stipata nell’ultima fila di un furgoncino maleodorante, gelido e tremendamente scomodo. Scambio occhiate frustate con le mie compagne d’avventura. Raggomitolo il mio corpo intirizzito e disperata sogno Stoccolmacome mai prima d’ora.

L’agghiacciante volo aereo avrebbe distrutto anche il viaggiatore più determinato; ma io no, io sogno Stoccolma e non mollo.

Atterriamo in una landa desolata.

Sento il mio karma fortemente debilitato, è forse per questo che ad attenderci per l’ultimo atteso tratto di viaggio c’è una grande corriera, riscaldata, pulita e comoda.

Mi approprio di due posti, cerco la posizione più confortevole, chiudo gli occhi e finalmente, dormo.

Il sobbalzare ritmico della corriera mi risveglia.

Una miriade di incantevoli punti luce brillano sulla superficie delle acque che bagnano Stoccolma. Socchiudo gli occhi alla vista di quest’effervescente bagliore.

La sua fama la precede e all’impatto non tradisce. Il paesaggio si compone velocemente davanti ai miei occhi. Un intricato assetto di isole, ponti e canali di ammaliante bellezza.

L’irrequieto vento ci spinge verso il nostro ostello che, quasi inconsapevolmente, abbiamo scelto nella zona più antica e suggestiva di Stoccolma, Gamla Stan (la città vecchia).                                                                               Helgeandsholmen, la più piccola delle tre isole che compongono la città vecchia, è avvolta da uno sciame di turisti. Tre maestose arcate collegano il vecchio edificio del Parlamento (Riksdagshuset), costituito da una monumentale facciata, fusione di stile barocco e neoclassico,  alla nuova struttura a forma semicircolare

L’onda di persone in movimento si dirada poco più in là di fronte al piazzale che spiana la vista all’imponente Palazzo Reale (Kungliga Slottet). Un edificio gigantesco che non riesco a raccogliere nell’abbraccio di uno sguardo. La struttura esterna ricalca le linee dello stile barocco raffinata da elementi tardo rinascimentali.

Lo osservo soggiogata forse più dalla sua grandiosità che dalla sua bellezza intrinseca.

La via completamente pedonale che divide i due edifici del Parlamento ci introduce allaStadsholmen, l’isola più grande di cui è composta Gamla Stan. Un vestito medievale di palazzi d’epoca che, spalla a spalla, danno struttura e volto all’intricato percorso di strette vie e piccole piazze.

Camminando quietamente attraverso questo regale labirinto ci imbattiamo nella piazza più antica e famosa della città, Stortorget. Diva al cospetto della miriade di turisti che l’accalcano, esibisce la sua corte di aristocratici e pittoreschi palazzi. I numerosi e vivaci caffè, ristoranti, negozi di souvenir sembrano gioiosi giullari al suo servizio.La parte più timida e mesta di Gamla Stan è l’isola di Riddarholmen. Priva di altisonanti attrattive, ci lascia solitarie e silenziose alla sua scoperta. Seguite solo dal rumore dei nostri passi, ci dirigiamo verso la chiesa di Riddarholmen. Si tratta di un’abbazia gotica la cui prima costruzione risale alla fine del 1200. La guglia in ferro, alta circa 90 metri, che completa la torre adiacente, si staglia in cielo e rende riconoscibile da lontano questo appartato e pacifico angolo di Stoccolma.                                                     Guardo il tiepido caldo cielo all’imbrunire e mi scopro irrimediabilmente sedotta da questa città.